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STORIE DA PODISTI

 

Il raggio di un sole caldo si poggiava su di me, avvertendomi che c’eravamo quasi. Il trenino del Gargano, mi faceva incontrare luoghi incontaminati. Arrivo in un piccolo paesino, ricco di storie e tanto caro al mio cuore, compagno sicuro di tutta un’infanzia e di un’ adolescenza. Custodito gelosamente nello scrigno del cuore di mio padre, il ricordo dell’emozione. C’era lui a raccogliere gli applausi di un’intera piazza, era la prima edizione e fu quella corsa a cambiargli la vita. Anno 1987. L’atleta, l’uomo, la persona ed un’emozione: sodalizio armonico di una vita. Ora è giunto il mio turno. Nasco in un paese della provincia di Pavia, con la caratteristica di essere cresciuto tra i racconti garganici ed una passione tramandata da runner. E’ il 16 agosto, il giorno di S.Rocco, le illuminazioni, l’odore forte dei fuochi d’artificio appena bruciati, i venditori di nocelline ed io sto per attraversare un sogno, proprio qui a Carpino. Da piccolo ho sempre desiderato ripercorrere quella strada e sentire la fatica e la gioia di partecipare alla “Maratonina dei 2 Colli”. Ho immaginato per anni come potesse essere ed ora ho la grinta e la felicità dentro. E’ la trentunesima edizione ed io sono qui. Si parte alle ore 18:30, dall’altro colle vicino, dal paese di Cagnano Varano. Siamo a due passi dal lago di Varano, conca di leggende e storie di pescatori del luogo. Mi allaccio le scarpette e faccio il segno di croce. Controllo il respiro e preparo il mio corpo all’impresa. Tredici chilometri uniscono i due colli, Cagnano Varano e Carpino. Siamo tanti oggi alla partenza. Il sole scotta, inizio già a perdere liquidi. La temperatura molto alta potrebbe creare difficoltà, ma io mi sento pronto e vivo. Si parte! Sono i primi passi , siamo tutti così vicini e compatti. C’è già una bella discesa tra i tornanti con un panorama mozzafiato: il lago di Varano. Si intravedono in lontananza le reti fisse dei pescatori. Un’acqua salata che desta pace, perimetrata da un istmo, oltre c’è l’Adriatico. Il mio pensiero si aggancia a quell’oltre e mi tira avanti, non mi fermerò. Inizio a scendere tra le campagne, uno scampanellare vicino richiama la mia attenzione, c’è un gregge di caprette garganiche. Quanta genuinità è racchiusa in questi luoghi. Gli organizzatori ci supportano, noi atleti li sentiamo vicini, come il calore di questa terra. Ci ospita e ci gratifica con i suoi regali visivi. Sembrerebbe non particolarmente difficoltosa la strada, mi superano altri partecipanti, convinti che sarà facile, sono già una ventina quelli che sfrecciati davanti, penso che li incontrerò tra un po’ quando rallenteranno il passo verso la lunga salita che ci condurrà nella regale Carpino, decorata a festa. Conosco le indicazioni tecniche dai racconti di mio padre e non sarà facile. Accanto qualche ragazzino in bicicletta che incoraggia l’amico, lo zio, il fratello. Ogni corsa è un viaggio dentro sé stessi. E’ in questa che ritrovo il sogno di un bambino dagli occhi curiosi di conoscenza. La strada scende e lascia il posto al pianeggiante, il comune di Cagnano consegna la corsa alla bella Carpino, inizio ad intravederla tra i suoi meravigliosi uliveti. Una distesa interminabile di olivi, culla dell’oro verde. Ora devo dosare bene le mie energie. Sono al “bivio”: da adesso in poi si sale. Stringo i denti e vado, le grida carpinesi di incoraggiamento, così spingo avanti. L’asfalto rovente nel cuore dell’estate. I miei occhi accesi dalle bellezze circostanti che ricaricano la mia anima e sembrano sussurrarmi di non mollare. Tutto è nella mente, lì sono i tredici chilometri, agganciati al mio cuore, mentre un sorriso allontana la fatica fisica. La gente affacciata ai balconi delle prime case di Carpino, tifa per noi e ci incoraggia, quanta emozione. Sento la vicinanza a questo luogo. Ai bordi delle strade, anche le anziane signore, che nel loro dialetto, tentano di alleggerire lo sforzo fisico di noi atleti. C’è un paese intero che ci vuole tutti su, al traguardo. Sentire questa vicinanza è per l’atleta come una carezza sul cuore. Sono tutti qui per noi. E’un percorso complicato, ma la partecipazione locale è come l’energizzante che ti viene consegnato nella difficoltà di una salita irta. Mi sento vivo, provato dal dolore ad un polpaccio,che mi accompagna già da qualche chilometro, ma carico nell’anima. Stringo tra le mani la bottiglietta d’acqua e la rovescio tutta addosso per rinfrescarmi e difendermi dalla temperatura infuocata. La discesa di nuovo, finalmente! E’ quella che precede l’ultima salita. Ci siamo! Stringo i pugni e punto su. La gente intorno aumenta sempre di più, come la pendenza di questa strada. Il tifo è sempre più forte, cresce. Si accosta a me un signore e mi fa compagnia per qualche metro, mi corre accanto e mi prende per mano, gli sorrido e tiro avanti. Ci siamo quasi! Vedo l’arrivo e l’energia risale, sento la forza del bambino che corona il proprio sogno. Il mio sguardo si apre su questa piazza meravigliosa. Piazza del Popolo, brulicante di persone che applaudono le nostre fatiche, come l’ingresso di un’arena che attende di acclamare al vincitore. E’ un intero paese in festa che accoglie ogni anno questa manifestazione sportiva. La piazza, cuore di questo pulsante centro del Sud dalle tante risorse, accoglie tutti i partecipanti. Veniamo omaggiati di pacchi gara, con i prodotti tipici. Olio, fave, pane. Tutto ciò che i miei occhi in gara hanno visto è tra le mie mani. In questo presente c’è la grande emozione viva e forte di una manifestazione sportiva, che racconta questa terra ed ancora il sudore e le fatiche, la conquista e la gioia di essere arrivati al traguardo. Carpino ha un cuore grande, come la gara podistica che da ben trentuno anni si delinea per le sue strade. La ricompensa per un atleta è la bellezza e le emozioni percepite, è in quei chilometri la meraviglia dello sport che si unisce al paesaggio. La “Maratonina dei 2 Colli” è un percorso di vita, fatto di salite e di discese, di alternanze, stop e ripartenze. Emozioni forti. Anche se nella gara della tua vita stai per abbandonare , non farlo mai perché non conosci quello che il traguardo vuole consegnarti . Lassù c’è un’emozione indescrivibile che ti attende. Lo sport insegna sempre. Al momento dell’arrivo ho aperto le braccia , ho rivolto lo sguardo al cielo e tra le lacrime di gioia, dal profondo della mia anima ho detto: “Grazie”! L’avventura continua sempre per un runner.

 

Carpino 17 agosto 2017

Marinella Esposito

 

 

 

 

 

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